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La Città dell'Uomo, Roma (it)

Urban Project for the Ostiense

Internacional Seminar

 

Date: 2005

Sponsorship: Comune di Roma

Program: Urban Project for the Ostiense

Project Team: Nicola Di Battista, Patrizia Di Donato, Mihail Amariei, Claudio Andreoli, Ines Antunes, Amelia Blundo, Emilio Corsaro, Raphael Crestin, Rafael Escobedo de la Riva, Marcello Nasso, Alessandro Riccomi, Ivan de Sousa, Paolo Valente, Stefano Villani, Andrea Zamboni

Students: Matteo d’Agostino, Ambra Fabi, Angela Palmitessa, Erica Pasetti

Participation / Intervention: Carlo Aymonino, Fabrizio Fiorovanti, Janis Kounellis, Pietro Montani, Francesco Moschini, João Nunes, Werner Oechslin, Alfredo Pirri, Alberto Sironi

 Last Publications

11_2005_Rivista Tecnica dell_Ance nº 386, Nov-Dez (Ostiense).jpg
18_2006_Paesaggio Urbano, nº 03 Maio-Junho (Ostiense).jpg

"Il lavoro propone una strategia per l’area Ostiense di Roma con un progetto di riqualificazione di un’intera porzione urbana compresa tra la Piramide di Caio Cestio e la Basilica di San Paolo fuori le Mura. Questa parte di città è difatti oggi, oggetto di un radicale riordino urbanistico ed edilizio e, allo stesso tempo, è un luogo incredibilmente denso di storia e monumenti con una intensa vocazione a proporsi come la nuova Downtown di Roma. Ostiense rappresenta una occasione unica e irrepetibile per Roma, quella di poter realizzare nel cuore della città in un unico organismo un sistema di servizi commerciali, residenze e attrezzature collettive, il tutto sviluppato intorno ad un grandioso spazio pubblico lineare, all’interno di un nuovo parco urbano con aree boschive e a giardino, nelle immediate vicinanze del Tevere e dei reperti di archeologia industriale, grandi ossature metalliche e materiche fissate in un lento processo di deperimento naturale. Dal punto di vista compositivo viene in mente la frase di Leon Battista Alberti “...apprendiamo che a Roma, tra le altre, vi erano due strade di questo genere, degne della più grande meraviglia: l’una andava dalla porta fino alla basilica di S.Paolo, per una lunghezza approssimativa di cinque stadi; l’altra dal ponte alla basilica di S.Pietro, lunga duemilacinquecento piedi e ricoperte da un portico di colonne di marmo con copertura in piombo” o di Giuseppe Valadier “...perchè poi avesse una visuale (la basilica di S.Paolo) dalla porta della città, detta Ostiense; da questa al prospetto e pronao prostilo laterale del Tempio 
avrei portato una strada in linea retta, bordata da quattro fila di alberi ed elevata, affinchè fosee salva dalle alluvioni del tevere, e così in luogo di avere una strada miserabile in tutto l’anno, sarebbe una delle miglior passeggiate di Roma”. “Ecco la nostra principale aspirazione, ma anche la nostra assoluta necessità, è di continuare a fare Roma, una città il cui straordinario fascino risiede soprattutto nell’aver sempre sfidato il concetto di limite. Ogni volta essa è stata capace di reinventarsi, aggiungendo segni a segni, forme a forme, conformando in maniera indissolubile la sua storia alla fantastica avventura degli uomini che nel tempo l’hanno abitata. Tale principio può valere ancora oggi, partendo ad esempio dalle cosiddette aree dismesse, quelle aree centrali oramai non più funzionali alla crescita della città e per le quali abbiamo il dovere di nuovo di sognare un futuro che risponda alle esigenze della nostra contemporaneità..." 
Texto - Nicola Di Battista

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