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"Public Plinths"

Flaminio Project  Roma (it)

Internacional Competition 2 phases

 

Date: 2015

Location: Roma, Italia

Promoter: CDP Investimenti Sgr

Program: New City of Science and a district of housing and public spaces

Area: 51 000 m2  

Architecture: Ivan de Sousa, Ines Antunes

Environmental Sustainability and Energy: Fátima Matos 

L’area di progetto 
L’area è caratterizzata da un insieme di strutture industriali dismesse d’impianto lineare e altre piccole strutture localizzate puntualmente nell’area. Le facciate sono composte da una regolare sequenza di aperture che definiscono un interessante ritmo architettonico, caratteristico della architettura industriale dell’epoca.
Il concetto
La proposta per il quartiere della Città della Scienza prevede recuperare e riutilizzare il patrimonio industriale esistente attraverso l’idea di basamenti pubblici. 
Nelle città, i basamenti sono le parti più importanti degli edifici poiché si trovano al livello degli occhi, sono loro che danno senso allo spazio pubblico. È una piccola percentuale degli edifici ma determinante nel successo o insuccesso di un quartiere o parte di città.
Nel nuovo quartiere i basamenti faranno parte della nuova configurazione urbana come segno di memoria e marchio d’identità di tutto il complesso.
Le strutture preesistenti saranno recuperate e riconvertite per accogliere diverse attività compatibili e, contemporaneamente, funzioneranno come basamenti per il nuovo sviluppo architettonico. In questo modo, si mantiene l'impianto originario e allo stesso tempo si crea un’interessante relazione dialettica tra antico e nuovo, tra passato e futuro, fondamentale per la leggibilità e autenticità dei luoghi nel tempo.
L’aspetto “uniforme” dei basamenti garantirà una coerenza d’insieme e contrasterà con la versatilità funzionale e con la diversificazione della nuova architettura che, insieme al suo carattere “pubblico”, permetterà creare un quartiere attraente, sicuro, contemporaneo e pieno di vita.
Edifici esistenti e nuovi
Per i basamenti, se prevede il ricupero delle facciate modificando le aperture esistenti di modo a stabilire un rapporto più diretto con lo spazio pubblico. I basamenti ospiteranno locali aperti al pubblico, quali negozi, bar, farmacie e altro, ma anche uffici, studi, spazi di coworking, gallerie, ecc. Le caratteristiche di modularità e di dimensione dei basamenti permettano, infatti, avere una diversità di spazi in grado di rispondere a una pluralità di situazioni e attività.
Sopra i “basamenti pubblici” si svilupperà la nuova architettura.
Il progetto prevede edifici residenziali di differenti tipologie abitative e architettoniche al fine di attrarre abitanti e interessi diversificati e favorire l’integrazione sociale.
L’altezza degli edifici sarà di tre piani, ad eccezione di quello per il turistico-ricettivo che sarà di sei piani. 
L’edificio per la Città della Scienza segue lo stesso principio di recupero e riutilizzo della struttura preesistente. Se propone un edificio con una piazza centrale in continuità con lo spazio pubblico proposto. 
Le piccole strutture esistenti saranno ristrutturate per accogliere le attrezzature pubbliche.
Lo spazio pubblico
Il nuovo quartiere sarà permeato da un sistema di piazze, aree verdi e di una rete di strade prevalentemente ciclo-pedonali che connetteranno il quartiere con il contesto circondante.
Il disegno dello spazio pubblico è definito da fasce parallele che seguono la direzione dell’edificato, accentuando il carattere longitudinale dell’impianto originario, e una piazza in continuità spaziale con Via Guido Reni, il MAXXI e la piazza proposta per la Città della Scienza.
Se prevede un parcheggio interrato a uso pubblico e privato di modo a evitare l’occupazione del piano terra di ogni edificio con garage o numerosi accessi ai singoli parcheggi. 

 

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